03/apr/2014

Il lavoro dei Bodyguards


Professionisti Guardie del Corpo (Bodyguard) sono obbligati in molti casi a turni di lavoro estremamente lunghi al fine di fornire una copertura di 24 H per il committente e la maggior parte del turno sarà in piedi. A causa di un budget inadeguato e la mancanza di comprensione degli aspetti avanzati di sicurezza e di protezione, molti clienti solitamente assumono una sola persona per svolgere un attività che richiederebbe almeno 2/3 Guardie del Corpo (Bodyguard).

A causa di queste restrizioni lo specialista di Protezione Ravvicinata sà di dover passare molte ore senza dormire, pianificare percorsi, effettuare controlli e garantire che il cliente è tenuto al sicuro non solo dal male fisico, ma anche dal potenziale imbarazzo, come ad esempio con il famigerato "Pie lancio" incidente contro il fondatore di Microsoft Bill Gates nel febbraio del 1998.

Numerosi Professionisti Bodyguard oggi in Italia hanno una formazione ed esperienza proveniente dalle forze armate, della polizia o dalle Agenzie di sicurezza private come E.B.ESSE. Con le recenti guerre in Iraq e in Afghanistan si è registrato, negli ultimi 10 anni, un aumento del numero di militari e privati specializzati nella professione di Bodyguard.

In alcuni casi, i clienti potenziali chiedono che La propria Guardia del Corpo abbia un'esperienza operativa con le forze armate o come Contractors in ambienti ostili. Questo perchè spesso devono viaggiare per affari in paesi come la Libia, Egitto o Afghanistan.

Per questo è necessario che chi si appresta a svolgere tale attività all'estero abbia il giusto atteggiamento mentale ossia il cosidetto "MINSET" che tutti gli specialisti della Security conoscono.


Un Abbraccio
Carmelo Scicolone

02/apr/2014

Buttafuori ucciso davanti a una Discoteca

 

TORINO – I carabinieri del Comando provinciale di Torino, in collaborazione con la polizia federale belga e l'Interpol, hanno arrestato a Bruxelles un albanese accusato di essere il responsabile dell'omicidio di un buttafuori, un giovane romeno di 33 anni che il 13 dicembre scorso è stato freddato davanti a una discoteca di Avigliana  (Torino).
Il delitto era avvenuto al culmine di una banale lite, nata dopo che la vittima aveva respinto alcuni clienti impedendo loro di entrare nel locale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri il buttafuori era stato aggredito da due uomini, uno dei quali aveva estratto una pistola e sparato al petto della vittima. Mentre il complice era stato arrestato poco dopo l'omicidio, il killer era riuscito a fuggire. Una fuga finita in Belgio dove è stato rintracciato e arrestato.

13/mar/2014

I primi Bodyguard in Italia

Il primo corpo di addetti alla sicurezza della residenza e degli esponenti della Casa Savoia risalgono al XIV secolo, ma fu soltanto sotto il ducato di Emanuele Filiberto Testa di Ferro (1553-1580) che si costituì una "Guardia d'Onore del Principe", un folto numero di uomini  famosi per la battaglia di San Quintino, il 10 agosto 1557, una tradizione questa che è giunta fino ai nostri giorni, pur cambiando forme istituzionali, da Vittorio Amedeo II a Vittorio Emanuele I. Ma è solo sotto la lunga sovranità di Vittorio Amedeo II (1675-1730), che le varie componenti dei servizi di sicurezza furono riunite in un'unica struttura, le "Guardie del Corpo", suddivisa in quattro Compagnie una Compagnia Guardie della Porta e una Compagnia di Svizzeri. Da allora e per circa un secolo, pochi furono i mutamenti nelle uniformi e nella composizione del reparto, impegnato nel normale compito istituzionale e nelle frequenti campagne di guerra, dove ebbe modo di distinguersi. Dopo le campagne condotte da Napoleone intorno al 1800, la maggior parte del corpo passò alle dipendenze del governo francese, formando lo Squadrone Carabinieri Piemontesi è da quìche  nascono i Carabinieri.Vittorio Emanuele I, esule per più di un decennio, poté riprendere possesso dei suoi territori soltanto il 20 maggio 1814, ristabilendo gli antichi istituti: anche le Guardie del Corpo furono ripristinate, nel medesimo organico settecentesco. La prima guerra d'indipendenza vide, per l'ultima volta, la presenza delle Guardie del Corpo, affiancate nella protezione del sovrano dai Carabinieri, protagonisti a Pastrengo, il 30 aprile 1848, della valorosa carica che scrisse la prima eroica pagina corale della storia della Benemerita. La soppressione formale di ciò che rimaneva delle antiche Guardie del Corpo risale al 1867, ma già da vent'anni una sola compagnia superstite continuava a svolgere attività di sicurezza, limitata, però, al Palazzo Reale di Torino. Compiti e prerogative vennero assorbiti dai Carabinieri, divenuti Arma il 24 gennaio 1861. Il 7 febbraio 1868, il Principe ereditario Umberto sposava Margherita di Savoia, figlia del Duca di Genova. Per l'occasione, 80 carabinieri a cavallo tra i più prestanti furono prelevati dalle Legioni di Firenze, Milano e Bologna per formare uno squadrone di rappresentanza e di scorta d'onore. Indossavano la stessa uniforme delle nozze del 1842, ma questa volta il reparto non venne sciolto: ad esso furono affidati compiti di sorveglianza degli appartamenti reali e di protezione dei sovrani. Nascono, così, i moderni Corazzieri, con un organico che prevedeva, in origine, un capitano comandante, 4 ufficiali, 9 sottufficiali (presto elevati a 12) e 69 carabinieri (poi 88). Numerose furono, nei primi anni di vita, le denominazioni del Reparto: "Guardie d'Onore di Sua Maestà", "Carabinieri Reali Guardie del Corpo di Sua Maestà", "Drappello Guardie di Sua Maestà" e, fino al 1946, "Squadrone Carabinieri del Re". Ma si andava già consolidando nella gente il più familiare appellativo di "Corazzieri", il termine che, al termine di un lungo cammino, oggi designa il Reggimento al servizio del Presidente della Repubblica. I Corazzieri continuarono a svolgere il loro servizio durante gli eventi bellici, seguendo il Re nelle zone di operazioni e distinguendosi individualmente: il brigadiere Mocellin e il carabiniere guardia Urbinati, piloti d'aeroplano, furono decorati di medaglie d'argento al valor militare per le loro imprese. Molti corazzieri aderirono alla resistenza dopo l'8 settembre 1943. Il Mausoleo Ardeatino custodisce le spoglie del carabiniere guardia Calcedonio Giordano, medaglia d'oro al valor militare, arrestato a Roma nel 1944, torturato e ucciso alle Fosse Ardeatine. Il 13 giugno 1946, nel cortile d'onore del Quirinale, Umberto II sciolse i Corazzieri dal giuramento alla Monarchia: le Guardie del Re furono trasformate nel "3° Squadrone Carabinieri a Cavallo" e dismisero la loro tradizionale uniforme, fino a quando il Presidente Luigi Einaudi (1948-1955) ripristinò lo "Squadrone Carabinieri Guardie" e le divise del 1876. Il reparto divenne, nel 1965, "Comando Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica" e, nel 1990, "Reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica".
Il 24 dicembre 1992 il vecchio appellativo divenne ufficiale, restituendo ai maestosi custodi del Capo dello Stato il nome di "Reggimento Corazzieri".
( Tratto dal sito del Quirinale )
Aggiungerei che l'arruolamento dei Corazzieri non è diretto. Tutti i componenti del Reggimento sono carabinieri che, oltre al possesso del requisito fisico della statura (1,90cm  min.) devono provenire da reparti dell'Arma dopo un periodo minimo di almeno sei mesi di servizio effettivo svolto con ottimo rendimento.
L'aspirante viene promosso corazziere solo dopo il superamento di un tirocinio formativo nella Scuola di Guardie del Corpo interna, che si conclude con il conseguimento delle specializzazioni che caratterizzano il suo particolare servizio a cavallo, in motocicletta e come addetto alla sicurezza del Capo dello Stato.Per mantenere ad un livello il più elevato possibile l'insieme di questi requisiti e per consentire di assolvere con l'indispensabile prestigio i loro compiti istituzionali, sempre oltremodo impegnativi non soltanto sotto il profilo formale, ma anche di sforzo fisico spesso prolungato, i Corazzieri vengono sottoposti ad un intenso addestramento in ogni settore, dalle esercitazioni tipicamente militari, allo studio delle discipline professionali, all'educazione fisica.
Un saluto
Caemelo Scicolone

04/feb/2014

Papa francesco faceva il Buttafuori




Questo nuovo Papa fa ancora parlare di lui: si è già saputo molto, infatti, della sua vita prima che arrivasse a vestire i panni del pontefice; in più occasioni avrebbe rivelato che ha svolto lavori umili come quelli delle pulizie e che si è arrabattato in svariati modi.
Recentemente però un nuovo aspetto della sua vita privata in riferimento al passato, è saltato fuori: pare che si sia lasciato sfuggire la confessione, durante un incontro in un popolare quartiere di Roma, precisamente all'interno della chiesa di San Cirillo di Alessandria.
Durante quell'incontro Papa Francesco sarebbe rimasto in compagnia dei fedeli sia prima che fosse celebrata la messa che anche dopo: in questi frangenti avrebbe raccontato di due esperienze, che a suo parere, lo avrebbero segnato e influenzato fortemente nello scegliere successivamente la strada del cammino sacerdotale.
I due ruoli così importanti per lui sono stati quello dell'insegnante di letteratura e (incredibile ma vero) quello del buttafuori in discoteca. L'incontro e i contenuti delle conversazioni sono stati riportati poi dall'"Osservatore Romano": Francesco avrebbe pure raccontato ai giovani presenti che il suo percorso verso il sacerdozio è stato delineato nettamente dopo essersi confessato con un prete di cui non rivela l'identità.

A una donna poi che avrebbe chiesto al pontefice come poteva aiutare una persona a lei cara che aveva deciso di diventare francescano, il Papa avrebbe risposto col suggerimento di pregare per quest'uomo, affinché possa trovare il coraggio per perseguire questa strada ma anche quello di arrestare il passo qualora capisse che non è realmente ciò che vuole. Infine, avrebbe sottolineato l'importanza di non parlare male degli altri, pecca comune anche a molti esponenti della chiesa cattolica.